All'inizio
degli anni trenta furono i rapidi progressi della tecnica nel
settore dell'aviazione e delle auto da corsa, assieme all'eco
offerto dai mezzi di comunicazione ai rally e ai gran premi di
automobilismo, a lanciare una sfida ai produttori di orologi.
La sensazionale vittoria di Tazio Nuvolari alle Mille Miglia con
una velocità media di 100,45 chilometri orari, la fondazione
della scuderia Ferrari a Modena e la scoperta del Circuito di
Monaco fecero sorgere l'esigenza di nuovi orologi di bordo, che
fossero all'altezza della nuova situazione.
Nei rally per esempio l'esatto rispetto dei tempi prescritti costituiva
un importante criterio di vittoria. Occorreva naturalmente una
segnalazione dei secondi ben leggibile, con cronometraggio di
precisione. |
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